Il simposio internazionale a Capodistria ha aperto questioni sulla fiducia nella scienza, sulla disinformazione e sul ruolo dei ricercatori nella società.
La Facoltà ISH dell’Università Alma Mater Europaea, in collaborazione con ZRS Koper, ha organizzato il simposio internazionale From Research to the Public: Science Communication in the Humanities and Social Sciences, dedicato alla questione di come avvicinare la scienza alle persone nell’epoca dell’intelligenza artificiale, dei social media e della disinformazione.
Esperti provenienti da Slovenia, Germania e Norvegia hanno sottolineato che oggi i ricercatori non possono più rimanere soltanto nello spazio accademico: una comunicazione scientifica efficace sta diventando fondamentale per la fiducia del pubblico e per la comprensione della società contemporanea.
Intelligenza artificiale, algoritmi e la lotta per l’attenzione del pubblico
Andreas Hadsel Opsvik dell’Università di Bergen ha presentato modalità contemporanee per avvicinare la ricerca al pubblico – dai podcast e dalle mostre cinematografiche AI fino all’uso della realtà aumentata. Ha inoltre richiamato l’attenzione sul paradosso del nostro tempo: i ricercatori utilizzano spesso proprio quelle piattaforme digitali che analizzano anche in modo critico.
La disinformazione cancella il confine tra verità e manipolazione
Dr. Meike Haken della berlinese Freie Universität ha sottolineato che il confine tra informazioni scientificamente verificate e contenuti manipolativi sta diventando sempre più sfumato. A suo avviso, i ricercatori devono mostrare al pubblico non solo i risultati delle ricerche, ma anche il modo in cui la scienza nasce – in modo trasparente, argomentato e responsabile.
Esempio sloveno di buona pratica: il pubblico ha contribuito alla ricerca su Kosovel
Ha suscitato grande interesse il progetto della Biblioteca nazionale e universitaria della Slovenia, presentato dalla dott.ssa Jana Kolar. Nel progetto di trascrizione dei manoscritti di Srečko Kosovel è stato coinvolto il pubblico più ampio, e i volontari hanno contribuito a creare un corpus digitale per ulteriori ricerche con l’aiuto di metodi computazionali e dell’intelligenza artificiale.
Il progetto non solo ha preservato il patrimonio culturale, ma ha anche coinvolto attivamente le persone nel processo di ricerca e accresciuto l’interesse per la letteratura slovena.
I giovani contro le fake news
Dr. phil. Gerald Hühner ha presentato il progetto Jugend schreibt in collaborazione con il prestigioso quotidiano tedesco Frankfurter Allgemeine Zeitung (F.A.Z.), in cui i giovani, attraverso la ricerca e la pubblicazione di articoli, sviluppano pensiero critico, alfabetizzazione mediatica e un rapporto responsabile con le informazioni.
Oggi il ricercatore non è più soltanto un ricercatore
È intervenuto con il suo contributo anche dr. Daniel Siter, sottolineando che la divulgazione scientifica non è più un’attività aggiuntiva, bensì parte della responsabilità dei ricercatori nei confronti della società. Ha evidenziato l’importanza della collaborazione con i media, le scuole, le istituzioni culturali e i social media, sottolineando che oggi i ricercatori devono saper presentare il proprio lavoro in modo chiaro, comprensibile e interessante a un pubblico più ampio.
Il patrimonio culturale come spazio di dialogo
La prof.ssa associata Anja Hellmuth Kramberger ha presentato l’archeologia come un’importante forma di comunicazione scientifica, che collega ricercatori, istituzioni culturali e pubblico più ampio. Attraverso esempi di progetti internazionali legati al patrimonio culturale, ha sottolineato che il coinvolgimento delle comunità locali, le attività educative e una presentazione accessibile dei risultati della ricerca sono oggi una parte fondamentale del moderno lavoro archeologico. A suo avviso, il patrimonio archeologico rappresenta un importante ponte tra passato e presente e promuove il dialogo tra diversi contesti sociali e culturali.
Alla tavola rotonda Science communication – transfer – impact – social effect, moderata dalla prof.ssa associata Anja Hellmuth Kramberger, hanno partecipato Saša Senica (Delo), M.A. Jens Notroff (Istituto Archeologico Germanico – DAI), la dott.ssa Jana Kolar (NUK) e il dott. Gerald Hühner. Hanno discusso del ruolo della comunicazione scientifica nella società contemporanea, del trasferimento delle conoscenze scientifiche nello spazio pubblico e dell’impatto sociale della scienza.
Il futuro della scienza non dipende soltanto da nuove ricerche, ma anche dalla capacità di far arrivare la conoscenza alle persone e di aiutare la società a comprendere le sfide del mondo contemporaneo.